Ho l'utile ma non ho soldi in banca: come si calcola il flusso di cassa?

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"Il bilancio dice che ho guadagnato, ma in banca i soldi non ci sono: com'è possibile?" È una delle domande più frequenti degli imprenditori, e quasi sempre arriva insieme a un'altra: "come si calcola il flusso di cassa?".

La risposta breve: l'utile misura quanto hai guadagnato, il flusso di cassa misura quanti soldi sono entrati e usciti davvero. Il flusso di cassa operativo si calcola partendo dall'utile, aggiungendo i costi che non escono dal conto (come gli ammortamenti) e togliendo la cassa assorbita da crediti verso clienti e magazzino che crescono, al netto dei debiti verso fornitori che crescono. Poi si tolgono investimenti e rate dei finanziamenti. Se il risultato è negativo, puoi essere in utile e restare senza liquidità.

Perché utile e cassa non coincidono

Il conto economico registra ricavi e costi quando maturano, non quando vengono pagati. Una fattura emessa a dicembre e incassata a marzo è ricavo di quest'anno, ma i soldi arrivano l'anno prossimo. Al contrario, un macchinario pagato oggi entra nei costi un po' alla volta, con l'ammortamento, per anni.

Le differenze più comuni sono quattro: clienti che pagano più tardi, magazzino che cresce, investimenti e rate dei finanziamenti (la quota capitale non è un costo, ma esce dal conto). Ne avevamo accennato in fatturo tanto ma guadagno poco; qui facciamo il conto per intero.

Come si calcola il flusso di cassa operativo

Il metodo più usato è quello indiretto: è quello del rendiconto finanziario previsto dal principio contabile OIC 10, obbligatorio per chi redige il bilancio in forma ordinaria (art. 2425-ter del codice civile) e facoltativo per chi lo redige in forma abbreviata. Molte banche lo chiedono comunque. La formula, semplificata:

Flusso di cassa operativo = utile netto + ammortamenti - aumento dei crediti verso clienti - aumento del magazzino + aumento dei debiti verso fornitori.

Un esempio con numeri inventati ma realistici. Un'azienda chiude l'anno con:

  • Utile netto: 120.000 euro
  • Ammortamenti: 60.000 euro (costo che non è uscito dal conto quest'anno)
  • Crediti verso clienti: da 500.000 a 650.000 euro, cioè +150.000
  • Magazzino: +80.000 euro
  • Debiti verso fornitori: +30.000 euro

Il conto: 120.000 + 60.000 = 180.000 euro generati dalla gestione. Poi la variazione del capitale circolante netto: -150.000 - 80.000 + 30.000 = -200.000 euro. Flusso di cassa operativo: 180.000 - 200.000 = -20.000 euro. L'azienda ha guadagnato 120.000 euro, ma la sua attività normale ha consumato cassa.

Da quello operativo a quello che resta in banca

Al flusso operativo vanno tolte le uscite che non passano dal conto economico. Nel nostro esempio l'azienda ha comprato un macchinario da 70.000 euro e ha pagato 50.000 euro di quota capitale sul mutuo.

-20.000 - 70.000 - 50.000 = -140.000 euro. È la cifra che l'imprenditore vede sparire dal conto, nello stesso anno in cui il bilancio dice "utile 120.000". Nessun errore contabile: sono due misure diverse.

Questo è anche il numero che la banca guarda per capire se puoi pagare le rate. Il rapporto fra la cassa generata e il debito da rimborsare si chiama DSCR, e un piano che lo ignora viene bocciato: lo spieghiamo in perché la banca boccia il business plan della tua PMI.

Dove si nasconde la cassa: i giorni di incasso

Nell'esempio la voce più pesante sono i crediti. Supponiamo un fatturato di 3 milioni di euro, uguale nei due anni. Con 500.000 euro di crediti, i clienti pagavano in media in circa 61 giorni (500.000 / 3.000.000 × 365). Con 650.000 euro, in circa 79 giorni.

Riportare gli incassi a 60 giorni vorrebbe dire crediti per circa 493.000 euro: circa 157.000 euro di cassa liberata, più di quanto serve per riportare il flusso netto in positivo (-140.000 + 157.000 = +17.000). Spesso il problema di liquidità non si risolve con un fido in più, ma sollecitando le fatture scadute e rivedendo le condizioni di pagamento dei clienti più lenti.

Guardare avanti: il cash flow previsionale

Il calcolo che abbiamo fatto guarda indietro: ti dice cosa è successo l'anno scorso. Per non trovarti scoperto serve il cash flow previsionale: mese per mese, quanto prevedi di incassare e di pagare nei prossimi dodici mesi.

Un mese di esempio: saldo iniziale 40.000 euro; incassi previsti 230.000; uscite 255.000 (fornitori 140.000, stipendi 70.000, F24 25.000, rata del mutuo 20.000). Saldo finale: 15.000 euro. Se il mese dopo cadono le tredicesime o un acconto d'imposta, lo vedi con settimane di anticipo, quando puoi ancora fare qualcosa.

Si può fare in Excel, e funziona finché qualcuno lo aggiorna ogni mese con i dati veri. È il punto in cui quasi tutti si fermano, come raccontiamo in programma gratis per il controllo di gestione. La versione più utile è un rolling forecast: ogni mese che passa ne aggiungi uno in fondo, così l'orizzonte resta sempre di dodici mesi.

Come lo fa Abako CFO AI

Abako CFO AI importa i dati dal gestionale o dai file del commercialista e, con il modulo Tesoreria, proietta la cassa a dodici mesi: incassi attesi per scadenza, pagamenti, fatture scadute da sollecitare. Accanto c'è il conto economico riclassificato, così utile e cassa si leggono sulla stessa pagina, e un'AI legge i numeri e segnala quando un margine scende o un costo sale. C'è un setup iniziale di 10-40 ore di consulenza per costruire il modello sulla tua azienda, poi una licenza da 2.500 a 6.000 euro l'anno a seconda della complessità; prima puoi richiedere una prova di 10 giorni.

In sintesi

  • L'utile dice quanto hai guadagnato, il flusso di cassa quanti soldi sono entrati e usciti davvero.
  • Flusso operativo = utile + ammortamenti - aumento crediti - aumento magazzino + aumento debiti verso fornitori.
  • Investimenti e quota capitale dei mutui escono dal conto senza passare dal conto economico.
  • I giorni di incasso sono spesso la leva più grande per liberare cassa.
  • Per non restare scoperto serve una previsione mese per mese a dodici mesi, aggiornata.

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