Cos'è il capitale circolante netto?
La cassa intrappolata nel ciclo operativo: crediti verso clienti più magazzino, meno debiti verso fornitori. Se cresce più in fretta del fatturato, l'azienda può avere utili a bilancio e trovarsi comunque senza liquidità.
La versione utile per gestire è il CCN commerciale (crediti + magazzino − debiti fornitori), che isola il ciclo operativo; la definizione contabile più larga (attivo corrente − passivo corrente) include anche poste finanziarie e tributarie e serve ad altre analisi. Sono numeri diversi: quando qualcuno dice "circolante", chiedere sempre quale dei due.
La lettura migliore è in giorni, col ciclo monetario: giorni medi di incasso + giorni di giacenza magazzino − giorni medi di pagamento. Incassi a 90, tieni 45 giorni di scorte, paghi a 60 → per 75 giorni ogni euro di attività la finanzi tu, prima che il cliente ti restituisca la cassa.
È il motivo per cui la crescita assorbe cassa: con un ciclo di 75 giorni, un milione di fatturato in più immobilizza circa 200mila euro di circolante aggiuntivo da finanziare — ed è così che aziende con ordini e utili in crescita vanno in tensione di liquidità. L'EBITDA non lo vede: è la differenza principale tra utile e cassa.
Le leve sono note ma vanno misurate per agire: acconti e termini di incasso più corti, rotazione del magazzino, negoziazione dei termini fornitori. E la variazione attesa del circolante è un ingrediente obbligato del cash flow previsionale.